Tutela ambientale in Cina, novità normative più stringenti

Tutela ambientale in Cina, novità normative più stringenti

 

Dalla sede IC&Partners Asia

A gennaio 2015 è entrata in vigore in Cina la nuova legge sulla tutela ambientale – Environmental Protection Law – che ha riformato la precedente legge del 1989, introducendo novità più restrittive: un forte incremento delle sanzioni per chi viola le disposizioni normative, l’estensione della tipologia di progetti che richiedono una valutazione di impatto ambientale, l’obbligo di una maggiore trasparenza nella comunicazione dei dati ambientali, la legittimazione delle Organizzazioni non governative come soggetti che, nell’interesse pubblico, possono intraprendere azioni legali contro le imprese che inquinano.

In particolare, rispetto alla legge del 1989, la Environmental Protection Law da un lato introduce sanzioni giornaliere per tutto il periodo in cui l’impresa non rispetta le prescrizioni di tutela del territorio, dall’altro prevede incentivi fiscali per quelle aziende che sviluppano tecnologie ambientali.

Inoltre, la nuova legge richiede che debbano essere resi pubblici tutti i progetti che richiedono una valutazione di impatto ambientale, con la possibilità per gli attori locali di opporsi alla realizzazione di impianti inquinanti o di richiedere adeguate garanzie.

In linea con la nuova politica anticorruzione introdotta dal Presidente Xi Jinping, sono anche previste pesanti sanzioni per quei funzionari governativi che non fanno rispettare la normativa o concedono autorizzazioni a progetti non in linea con i parametri ambientali previsti dalla legge.

Un ruolo importante potrà essere svolto dalle circa 300 organizzazioni non governative che hanno come obiettivo la tutela dell’ambiente e sono iscritte presso il Ministero degli affari civili: anche la Suprema Corte cinese ha recentemente sancito che la Cina darà maggiore sostegno alle organizzazioni non governative nelle loro denunce all’autorità giudiziaria contro chi non rispetta le norme di tutela del territorio.

Inoltre, a fine agosto 2015 è stata approvata una riforma della normativa  sull’inquinamento atmosferico che attribuisce maggiori poteri alle autorità ispettive nel punire i responsabili dell’inquinamento prodotto da impianti a carbone, prevede responsabilità dirette degli amministratori locali nel miglioramento della qualità ambientale e sanziona chi fornisce false informazioni sui dati relativi all’inquinamento.