La Cina istituisce nuove zone di libero scambio. Opportunità per le imprese che investono all’estero con IC&Partners Asia

La Cina istituisce nuove zone di libero scambio. Opportunità per le imprese che investono all’estero con IC&Partners Asia

Dalla sede IC&Partners Asia

 

Le Free trade zoneFTZ – sono delle Zone Economiche Speciali, cioè delle aree geografiche dotate di una specifica normativa differente dalla legislazione in atto nella nazione di appartenenza.

Nel caso specifico delle Free trade zone – FTZ – in Cina, gli obiettivi della loro istituzione sono quelli di attrarre maggiori investimenti stranieri, introdurre regole meno rigide in alcuni settori, facilitare le operazioni doganali per import-export. Inoltre, il governo cinese sta utilizzando queste aree per testare importanti riforme in campo economico.

Il Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, seguendo il modello già sperimentato a Shanghai dal 2013, ha istituito quest’anno tre nuove zone di libero scambio a Tianjin e nelle province del Fujian e del Guangdong, in aree che includono zone di sviluppo economico già esistenti.

In queste nuove aree di libero scambio, l’investitore straniero potrà beneficiare di incentivi fiscali e di procedure semplificate e più rapide per la costituzione di nuove società.

Le nuove zone di libero scambio avranno procedure di controllo doganale molto più semplici, con un risparmio di tempi e costi nelle operazioni di sdoganamento delle merci.

Normalmente in Cina la conversione della valuta straniera in valuta locale è sottoposta a una rigida regolamentazione; nelle zone di libero scambio, invece, si prevedono programmi di liberalizzazione riguardanti la conversione valutaria rendendo più agevole il business per le aziende straniere.

Infine, in queste zone di libero scambio sono previste riforme che liberalizzano e incentivano gli investimenti stranieri nel settore finanziario.

IC&Partners Asia ha instaurato rapporti professionali con le autorità locali responsabili delle Zone di libero scambio ed è in grado di fornire risposte rapide alle imprese interessate a conoscere quali benefici possono ottenere per i loro investimenti in queste aree.

La Shanghai Pilot Free Trade Zone, una pietra miliare della politica di riforma cinese, è stata inaugurata ufficialmente il 29 settembre 2013. La zona di libero scambio di Shanghai, comprendente la Yangshan Free Trade Port Area, la Waigaoqiao FTZ e la Shanghai Pudong Airport FTZ, copre una superficie totale di circa 28 chilometri quadrati ed oggi rappresenta un modello per altre realtà della Cina dove si stanno avviando analoghe riforme.

La Free zone di Tianjin (città portuale a circa 115 Km dalla capitale Pechino) copre un’area di circa 120 kmq e si colloca nel distretto Binhai New Area. La zona di libero scambio comprende l’area vicino al porto e all’aeroporto di Tianjin ed avrà anche l’obietto di favorire lo sviluppo delle economie di Pechino e della confinante provincia dello Hebei.

La zona di libero scambio nella provincia meridionale del Guangdong, confinante con Hong Kong e Macao, occupa un’area di circa 116 kmq includendo Nansha (zona di sviluppo economico  di Guangzhou), Qianhai New Area (zona di sviluppo economico di Shenzhen, collegata con Hong Kong) e Hengqin New Area (zona di sviluppo economico di Zhuhai, collegata con Macao). L’area di libero scambio del Guangdong si propone di innovare l’economia regionale abbandonando il manifatturiero a basso costo e puntando verso il settore dell’hi-tech.

La zona di libero scambio del Fujian si trova lungo la costa di fronte a Taiwan, copre un totale di circa 118 kmq ed include le aree di sviluppo economico delle città di Xiamen, Quanzhou e Fuzhou. Questa nuova area di libero scambio nel Fujian ha come obiettivo il rafforzamento dei rapporti tra il Fujian e Taiwan con la creazione di una piattaforma di cooperazione economica tra le due aree sullo Stretto di Taiwan.